Un’introduzione sulla negazione:è un fenomeno comune e, in molti casi, involontario la tendenza a sminuire o colpevolizzare il proprio cane per comportamenti che in realtà sono il riflesso delle nostre lacune.

Ci sono persone che sembrano avere un talento innato nel proiettare sul proprio compagno a quattro zampe i propri errori, le convinzioni sbagliate e le difficoltà nella relazione.

Forse, questo meccanismo serve a nascondere le proprie insicurezze e gli errori commessi.

Eppure, un tale atteggiamento non fa altro che minare la fiducia e la connessione tra cane e persona.

È un segnale che non si è ancora compreso il vero significato della felicità nella relazione con il cane.

“Il riflesso nel guinzaglio: quando colpevolizziamo il cane per i nostri errori”


La dinamica della proiezione e le sue conseguenze

Quando un cane reagisce in modo aggressivo, quando abbaia incessantemente o quando non ubbidisce, la prima reazione per molte persone è quella di giudicarlo come “cattivo” o “sbagliato”.

In realtà, questi comportamenti sono quasi sempre sintomi di un disagio o di una mancanza di comprensione.

Spesso, la persona attribuisce la colpa al cane invece di chiedersi cosa non ha fatto correttamente.

Ad esempio, un cane che tira al guinzaglio viene spesso etichettato come “testardo”, quando la causa potrebbe essere una gestione errata del guinzaglio o la mancanza di un’adeguata istruzione.

Di conseguenza, la relazione si basa sulla frustrazione anziché sul rispetto.

Il cane diventa un capro espiatorio, un modo per la persona di sentirsi in controllo, anche se in realtà ha perso il filo della relazione.

Un vero esperto sa che il comportamento del cane è una finestra aperta sul suo mondo interiore e, soprattutto, sul modo in cui è stato guidato.


Riflessioni sulla responsabilità e l’aiuto professionale

Questo fenomeno sottolinea una verità importante: la responsabilità è della persona.

L’istruzione, l’educazione cinofila comportamentale in questo senso, non è solo per il cane, ma anche per l’essere umano.

Aiutare le persone a riconoscere i propri errori, a mettere in discussione le loro convinzioni e ad accettare la guida di un professionista è il primo passo verso una relazione sana.

Forse, queste persone hanno bisogno di aiuto.

Hanno bisogno di qualcuno che li guidi verso un approccio più consapevole, basato sull’empatia e sulla comprensione, non sulla colpevolizzazione.

L’Istruttore Educatore Cinofilo “Comportamentale”diventa un mediatore, una guida che aiuta la persona a vedere il cane per quello che è: un individuo con i suoi bisogni, e non un oggetto da controllare. dominare.

Chiamata all’azione

In definitiva, colpevolizzare il cane è il sintomo di una relazione in crisi e, spesso, di una persona in difficoltà.

La vera soluzione non è punire o sminuire il cane, ma investire su se stessi.

Un percorso di Istruzione Educazione Cinofila comportamentale con un esperto (come nel mio caso) può essere la chiave per sbloccare una relazione fatta di amore, fiducia e felicità. Non è mai troppo tardi per imparare e per cambiare prospettiva.

 

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Stefano
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Stefano Pesci